Nicolas Jeantet prova la traiettoria su un nuovo tratto "La Germaine" - Mont Sainte Anne - Ph: Michele Mondini

Ora vi racconto come vedo io Il percorso di Mont Sainte Anne

Ora vi racconto come vedo io il percorso di Mont Sainte Anne

Come al solito quest’anno provo il percorso con le ragazze per aiutarle a trovare le linee giuste.

L'arco che accoglie i corridori nel villaggio di Mont Sainte Anne - Ph: Michele Mondini

Devo ammettere che questo percorso mi ha messo qualche volta in difficoltà, non ci sono salti o drop come oramai va di moda, ma i passaggi naturali bastano e avanzano a farti “stringere le chiappe”😱

Provo a descrivervi il giro e le parti più interessanti.
Dopo il giro di lancio tutto su prato,
Si passa sotto il traguardo, dove una piccola salita, ci porta ad un tratto in discesa chiamato “pump track”, in questa parte ci sono due linee che si incrociano formando una x con gobbe e pietre. Chi Sa pompare la bici in questa zona guadagnerà molta velocità senza pedalare.
Continuando il nostro giro, troveremo una salita un po nel bosco un po su erba, “bella dura” una volta scollinati iniziamo la prima e vera discesa, con massi e radici, che ci porta al famoso “river Gap” tradotto sarebbe “il salto del fiume”, vi posso assicurare che in tv non rende esattamente l’idea, è un salto che ci fa passare da una sponda all’altra del fiume profondo circa 1,5 mt e lungo 2 mt, chi arriva corto è spacciato.

Emilie Collomb Affronta il River Gap a Mont Sainte Anne - Ph: Michele Mondini
Una volta passata la prima feed zone, inizia la salita più dura del percorso chiamata “l’enfer de saint Anne”. Inizialmente è su prato, poi si arriva ad un tratto a tornantini stretti, viscidi e ripidi, qua metterà alla prova molti atleti. Una volta arrivati in cima belli cotti ci si butta a capofitto nella discesa più suggestiva del tracciato “La Beatrice” un tratto di 200 mt di rocce che non ti permettono nessuna esitazione se ci tieni alla pelle.

Lisa Rabensteiner affronta il tratto tecnico

Emilie Collomb affronta il secondo tratto della

Arrivati in fondo alla Beatrice, inizia l’ultima salita dura del giro,e come la precedente è prima su prato e dopo su tornati stretti e scivolosi, forse questa è un po meno dura ma davvero poco meno. Nella parte più alta troviamo una bella sezione tecnica, prima una una grandissima roccia chiamata “4x”da passare con la giusta pedalata stile anti slittamento della macchina e dopo la parte più scivolosa del tracciato una salita con conseguente discesa tutta radici pietre e quel fanghetto dove è impossibile trovare qualsiasi tipo di trazione.

Nicolas Jeantet mostra alle atlete la traiettoria da percorrere sul tratto tecnico 4x a Mont Sainte Anne - Ph: Michele Mondini

Nicolas Jeantet controlla la traiettoria a piedi sul passaggio tecnico di World Cup - Ph: Michele Mondini

Nicolas Jeantet sul tratto

Continuando la discesa arriviamo finalmente alla parte nuova, beh “finalmente” per gli spettatori, perché sono sicuro che impensierisca quasi tutti i Rider. Un conglomerato ti rocce taglienti scivolose e dalle mille interpretazioni, qua anche la chicken line è davvero impegnativa. In questa zona molti si giocheranno il Jolly, ne vedremo delle belle…

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La discesa finisce con un insieme di paraboliche che ci portano alla seconda feed zone e quindi al traguardo.

Che dire, un vero percorso Tigre come usa dire Michele Mondini, o lo aggredisci o lo subisci.
Sicuramente ora come ora, sono sempre più sicuro che le nostre gare italiane non sono minimamente all’altezza per prepararci tecnicamente a tracciati come questi!

Un saluto
Jeantet Nicolas1

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