Emilie Collomb si rilassa prima della gara in Mont Sainte Anne Canada - Ph: Michele Mondini

World Cup Canada e America – il viaggio

La sveglia era impostata per le 7:00, ma miracolosamente sono riuscita ad evitarmi quell’orribile suoneria che ti catapulta nella realtà in meno di un secondo.
Ora che ci penso, dovrei proprio cambiarla!

Ho aperto gli occhi alle 6:30, la luce era ancora debole e dalla finestra potevo vedere il contorno delle mie montagne valdostane.
Dato che avevo un buon margine di tempo prima di dovermi alzare, con la testa ancora sul cuscino, ho fatto un profondo respiro e con la mente ho cominciato a viaggiare: mi sono vista salire sull’aereo. Ho sentito la fastidiosa aria condizionata che non capisci mai da dove arriva, dato che i tuoi bocchettoni dell’aria li hai chiusi e richiusi, poi il borbottio del motore…una pressione alla pancia, quasi piacevole se solo riuscissi a fidarti ciecamente. Nel frattempo che maledici il giorno che comprasti tutte le serie televisive di “Lost”, sei già su, fra le nuvole, e dando uno sguardo dal finestrino pensi : ” quanto vorrei che fosse più grande per godermi ancora di più questo spettacolo “.. ✈☁☀
Improvvisamente mi sono accorta che questa non era solo frutto della mia immaginazione, ma erano dei ricordi di 2 anni fa, di quando ero partita per i Mondiali in Sud Africa. Fu un’esperienza davvero emozionante per me, un viaggio così lungo, una medaglia d’argento così desiderata e inaspettata… Ora è la volta del Canada e dell’America: un’altra squadra, un’altra categoria e altre avversarie, ma l’entusiasmo è sempre lo stesso. Le trasferte in luoghi così distanti sono sempre speciali, perché il momento della gara è solo uno dei tanti che ti porterai a casa.
Sono pronta a riempire il mio bagaglio!5

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